Ci ho messo molto a scrivere questo articolo, un po’ per stanchezza, un po’ per i parecchi impegni. In realtà stavo anche pensando di lasciar perdere, poi ho visto quello che sta succedendo a livello mondiale e, viste le reazioni sempre più impulsive a certi tipi di notizie, ho pensato che fosse il caso di pubblicarlo lo stesso. Dopotutto, lo avevo anticipato sui social, tirarmi indietro non aveva nessun senso. E poi non sto facendo giornalismo, quindi non sono obbligata a restare costantemente sul pezzo.
Lo scopo di questo articolo non è darvi un’opinione, anche se è probabile che si capirà cosa ne penso, quanto di provare a mettere tutti gli elementi in campo per aiutarvi a formare un’opinione più completa.
La notizia di cui vorrei parlare è la fuck news per eccellenza, quella della famiglia nel bosco. Lo so, secondo i trend social sono tremendamente in ritardo anche se gli eventi sono recenti, ma ho voluto lo stesso fare il passo. Forse, ora che è passato del tempo, è possibile ragionare meglio su quello che è successo. Spero di darvi degli strumenti in più per riflettere sui fatti, sulle notizie e anche sulle nostre reazioni emotive.
Che cos’è una fuck news
Ho fatto delle ricerche, ma non sono riuscita a capire se sia una definizione ufficiale o un termine coniato da Francesco Oggiano. Fatto sta che le cosiddette fuck news sono a mio avviso l’attuale piaga del giornalismo globale, arrivata a soppiantare anche le bufale.
Una fuck news è una notizia che non è falsa, ma ha delle caratteristiche fondamentali:
- Indigna in modo feroce e istantaneo;
- Di solito i soggetti sono persone o enti che destano con un certo sospetto;
- È scritta in un modo tale per cui, nonostante il filo logico sembri ineccepibile, si sente che qualcosa non torna;
- Quando si va ad approfondire, o anche semplicemente lasciando scorrere qualche giorno, si scopre che chi l’ha scritta ha omesso dei dettagli fondamentali;
Scopo della fuck news? Aumentare l’afflusso di lettori nel proprio sito. Semplice, lineare e gran poco etico, secondo me.
Un esempio di fuck news sviscerata in tutti i modi sui social è quella della famiglia nel bosco.
La notizia

I figli sono stati portati in una comunità in attesa di giudizio. La motivazione, per come era stata messa sui social, era che la famiglia viveva in un bosco senza internet e televisione, e i figli studiavano a casa.
Ormai ho sviluppato un radar per le notizie con qualcosa che non torna e ho voluto approfondire. Quello che mi ha messo la pulce nell’orecchio è stato un commento riportato da diverse persone in più salse: “non si sono omologati alla massa!”, insieme a “queste persone non facevano del male a nessuno, ma hanno portato via i loro bambini, mentre in altre circostanze i servizi sociali non si muovono nemmeno!”
È vero che dal punto di vista democratico viviamo in tempi molto bui, ma la storia delle famiglie prese di mira dai servizi sociali per non essersi “omologate alla massa” non mi sembrava stesse molto in piedi.
In particolare, vorrei far notare che questa notizia riguardava due bestie nere della comunicazione. Infatti, da un lato abbiamo una famiglia che vive in un contesto romantico e bucolico, che non si conforma agli usi e ai costumi della società, ma senza all’apparenza delinquere. Insomma, le vittime ideali di un mondo sempre più abbrutito. Dall’altro ci sono i servizi sociali, attaccati un giorno sì e l’altro pure per qualsiasi cosa. Un mix micidiale.
Dalla parte dello Stato
Facendo qualche ricerca in più, ho trovato la sentenza e pare che la questione sia un po’ più complessa rispetto a come è stata illustrata sui social:
- La famiglia non viveva semplicemente in una casa nel bosco, ma in una costruzione fatiscente e, sembrerebbe, senza abitabilità. Pare anche che il comune si fosse fatto avanti per fare in modo di rimettere l’edificio a norma sotto tutti i punti di vista, senza risultato;
- La famiglia intera era stata ricoverata per una grave intossicazione da funghi e questo ha allertato i servizi sociali. Da quello che sembrava, gli accertamenti sanitari obbligatori per i bambini non erano stati mai eseguiti. Ha creato una certa perplessità il fatto che, per acconsentire ad eseguire tutte le visite richieste per la legge a tutela dei minori, pare che la coppia abbia richiesto € 50mila a bambino;
- Pare che i servizi sociali li seguissero da diverso tempo, forse addirittura due anni, e che avessero lanciato molte proposte per consentire a queste persone di vivere come preferivano senza però danneggiare la crescita psicofisica dei loro figli. Pare che i genitori abbiano respinto ogni tentativo di mediazione;
- I bambini studiavano a casa ma, pare, non seguivano nessun programma ministeriale e non socializzavano con i loro coetanei in alcun modo. Nonostante io l’abbia messo come terzo punto, in realtà è stato il motivo principale per cui gli assistenti sociali hanno infine provveduto all’allontanamento;
- Era già la quarta volta che la famiglia cambiava nazione proprio per le stesse problematiche segnalate qui in Italia;
Questo è quanto ho letto nella sentenza di cui vi ho riportato il link. Ma c’è anche un altro dettaglio che esula dalla relazione scritta:
- La coppia ha ricusato due avvocati;
Dall’altro lato, ci sono le dichiarazioni degli avvocati assunti dalla famiglia, che sostengono che in realtà siano state dichiarate delle falsità.
Dalla parte della famiglia
Stando alle varie interviste fatte alla coppia, la realtà illustrata parrebbe un’altra.
- Pare che i figli seguissero un programma ministeriale regolarmente depositato;
- Secondo le dichiarazioni della madre, i bambini erano seguiti da un pediatra;
- È vero che la casa è fatiscente, ma stavano provvedendo gli stessi genitori a restaurarla prima dell’intervento dei servizi sociali;
- La casa non è in mezzo a un bosco, ma in una zona piena di alberi piuttosto vicina ai centri abitati;
- I bambini andavano regolarmente al parco per giocare con i loro coetanei;
- Alcuni vicini testimoniano che la famiglia è piuttosto tranquilla, non hanno mai creato problemi;
Non mi è possibile riportare dei punti più approfonditi a favore della famiglia, perché non ho trovato nessun documento ufficiale a loro favore, laddove invece i servizi sociali hanno riportato relazioni dettagliate sulle loro motivazioni.
Tirando le somme
Nel mio privato non ho mai nascosto la mia opinione in merito, ma qui spero di essere stata un po’ più neutrale, dal momento che non ho scritto per dirvi cosa pensare, quanto per mettere il focus su come ragionare. Se ci pensate, c’è differenza tra pensare che bisognava lasciare in pace la famiglia perché è bella l’idea di svegliarsi nel bosco con gli uccellini che cinguettano, e pensarlo perché si ritiene che lo Stato abbia perpetrato a tutti gli effetti un abuso arbitrario sulla base dei dati raccolti.
Da qui in poi potete davvero pensarla come volete e non lo dico in senso passivo-aggressivo. Secondo me quella coppia non è del tutto in buona fede, ma capisco che qualcuno possa pensarla in modo differente. L’importante è capire che se ragionassimo sempre e comunque di pancia ci sarebbe la guerra civile, senza contare che sarebbe molto più facile manovrarci facendo leva sulla nostra emotività portandoci al caos più completo.
Il mio suggerimento è di raccogliere sempre informazioni da tutte le fonti disponibili, anche da quelle che non ci piacciono, prima di formulare un’opinione.
È importante farlo soprattutto adesso, perché di solito queste notizie vengono usate per fare propaganda e imbrogliarci in qualche modo. Dopotutto, lo stiamo vedendo, succede tutti i giorni. Ed è questo che trovo davvero scandaloso.
